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The Witcher: ordine di lettura dei libri della saga

13/07/2026

The Witcher: ordine di lettura dei libri della saga

Chiunque si avvicini alla saga The Witcher partendo dai videogiochi di CD Projekt Red si trova quasi inevitabilmente a fare i conti con una domanda che sembrava semplice e si rivela invece tutt'altro che banale: da dove si comincia, con i libri? La questione non è puramente bibliografica — riguarda l'esperienza di lettura nel senso più concreto, il modo in cui la narrativa di Andrzej Sapkowski costruisce il suo universo per stratificazioni successive, alcune delle quali perdono gran parte della loro efficacia se affrontate nell'ordine sbagliato.

Sapkowski ha scritto la saga nell'arco di circa un decennio, pubblicando prima una serie di racconti sulle riviste polacche e solo in seguito i cinque romanzi del ciclo principale; questa genesi editoriale frammentata ha prodotto una struttura testuale in cui l'ordine di pubblicazione originale non coincide sempre con quello cronologico interno alla storia, e in cui le raccolte di racconti svolgono una funzione narrativa che non è accessoria ma fondativa. Ignorarlo significa entrare nel ciclo principale con lacune che non si colmano facilmente.

Il presente approfondimento si rivolge a chi vuole leggere la saga in modo consapevole, ricavando da ogni volume il massimo del rendimento narrativo ed emotivo, senza doversi fermare a recuperare contesti che avrebbero dovuto essere già acquisiti. L'ordine proposto qui è quello che la maggior parte dei lettori di lunga data considera ottimale, con le motivazioni specifiche per ciascuna scelta.

La struttura editoriale della saga di Sapkowski

Prima di stabilire qualsiasi ordine di lettura, è necessario avere chiara la mappa dei testi: la saga The Witcher comprende due raccolte di racconti — Il guardiano degli innocenti (in polacco Ostatnie życzenie, 1993) e La spada del destino (Miecz przeznaczenia, 1992, paradossalmente pubblicata prima in Polonia ma successivamente tradotta in italiano) — e cinque romanzi, pubblicati tra il 1994 e il 1999: Il sangue degli elfi, Il tempo della guerra, Il battesimo del fuoco, La torre della rondine e La signora del lago. A questi si aggiunge La stagione delle tempeste (Sezon burz, 2013), romanzo standalone scritto molto dopo la conclusione del ciclo principale e collocabile cronologicamente a metà del periodo coperto dai racconti originari. Conoscere questa mappa è il prerequisito per qualunque discussione sull'ordine di lettura, perché i titoli hanno una storia editoriale che non segue una progressione lineare.

Le raccolte di racconti non sono mere antologie: contengono materiale che stabilisce chi è Geralt di Rivia, qual è il suo rapporto con Yennefer, come nasce il legame con Ciri attraverso la legge della sorpresa, e soprattutto in che modo Sapkowski usa la riscrittura fiabesca come strumento critico. I racconti de Il guardiano degli innocenti, in particolare, sono strutturati con una cornice narrativa — Geralt in una locanda di Rinde, che racconta episodi del suo passato al bardo Ranuncolo — che introduce i personaggi con una densità psicologica che i romanzi presuppongono già acquisita.

L'ordine di lettura consigliato per la saga The Witcher

L'ordine che restituisce la lettura più coerente e soddisfacente è quello che segue la logica della costruzione narrativa interna, non quella delle date di pubblicazione originali: si comincia con Il guardiano degli innocenti, si prosegue con La spada del destino, e solo a questo punto si entra nel ciclo romanzesco con Il sangue degli elfi, per concludere con La signora del lago. La stagione delle tempeste va collocata, idealmente, dopo aver completato l'intera saga principale, non perché contenga spoiler insostenibili se letta prima, ma perché il piacere che offre — fatto in larga parte di rimandi interni, variazioni su temi già noti, e una certa nostalgia consapevole — è molto maggiore per chi conosce già l'universo nella sua interezza.

La La spada del destino merita una menzione specifica perché contiene due racconti — Un granello di verità e soprattutto La spada del destino e Qualcosa di più — che introducono Ciri e stabiliscono il nucleo emotivo attorno a cui ruota tutto il ciclo romanzesco; leggerli dopo Il sangue degli elfi, come a volte viene suggerito, significa arrivare ai romanzi senza avere ben interiorizzato il peso specifico del legame tra Geralt e la bambina, che è precisamente la struttura portante dell'intera architettura narrativa successiva.

Il ruolo dei racconti nel ciclo narrativo complessivo

Una delle incomprensioni più frequenti tra i lettori che arrivano alla saga dopo aver giocato ai videogiochi è considerare i racconti come materiale supplementare, una sorta di background reading facoltativo da affrontare eventualmente dopo i romanzi; questa prospettiva rovescia completamente la logica con cui Sapkowski ha costruito il suo universo. I racconti non sono espansioni della narrazione romanzesca — sono la sua fondazione, il luogo in cui il tono, la morale ambigua, il rapporto tra il soprannaturale e il politico, e soprattutto i personaggi principali vengono definiti con una precisione che i romanzi, più ambiziosi nella scala epica, non sempre mantengono con la stessa intensità.

La struttura stessa de Il guardiano degli innocenti è significativa: i racconti incorniciati dalla conversazione nella locanda di Rinde non sono semplicemente episodici, ma costruiscono una figura di Geralt attraverso la somma di scelte morali in situazioni limite — il mostro che è l'uomo, il contratto che nasconde una trappola etica, il confine tra ciò che il witcher può fare e ciò che sceglie di fare. Questa dimensione scompare quasi completamente nei giochi, che per evidenti ragioni di design privilegiano la spettacolarità dell'azione sul lento accumulo di sfumature; chi ha conosciuto Geralt solo attraverso lo schermo scoprirà nei racconti un personaggio sensibilmente più malinconico e filosoficamente elaborato.

La stagione delle tempeste: quando inserirla nella lettura

Pubblicato nel 2013, quattordici anni dopo La signora del lago, La stagione delle tempeste occupa una posizione anomala nella saga The Witcher: è cronologicamente ambientato prima degli eventi del ciclo romanzesco principale, ma è stato scritto con la consapevolezza di un autore che conosce l'intera traiettoria della storia e gioca deliberatamente con essa. Il romanzo contiene un epilogo che è quasi un saluto all'universo, e comprenderlo a pieno richiede di aver già attraversato tutto il percorso precedente; letto troppo presto, funziona come avventura autonoma ma perde la sua dimensione di riflessione retrospettiva.

Alcuni lettori scelgono di inserirlo tra Il guardiano degli innocenti e La spada del destino, seguendo la collocazione cronologica interna; è una scelta legittima, che permette di costruire un ordine strettamente diegetico, ma che rinuncia alla qualità peculiare del testo — quella di essere, tra le altre cose, un'opera di ritorno scritta da un autore che guarda al proprio mondo con la distanza dell'esperienza. Per la prima lettura, la collocazione finale resta la più indicata.

Differenze tra edizioni italiane e implicazioni per il lettore

Chi acquista i libri in Italia deve fare i conti con una storia editoriale complessa: la saga è stata pubblicata da diversi editori nel corso degli anni, con traduzioni non sempre omogenee tra loro e titoli che in alcuni casi sono stati modificati tra una ristampa e l'altra. L'edizione attualmente disponibile sul mercato italiano, curata da Superbeat con traduzione di Andrea Garibaldi e Raffaella Belletti, è quella di riferimento per la qualità della resa linguistica e per la completezza del catalogo; chi possiede edizioni precedenti, in particolare quelle della vecchia Nord, troverà alcune differenze terminologiche — soprattutto nei nomi di personaggi minori e nei titoli nobiliari — che possono creare un minimo di disorientamento passando da un volume all'altro.

Vale la pena verificare, prima di iniziare, di avere accesso all'intera serie nella stessa edizione: non è un dettaglio puramente estetico, perché la coerenza terminologica nelle traduzioni di fantasy — dove i nomi propri costruiscono una rete semantica densa — ha un impatto concreto sulla leggibilità. Le edizioni Superbeat sono attualmente disponibili sia in formato cartaceo che digitale, con una qualità tipografica che rende il formato ebook sufficientemente affidabile anche per una lettura attenta. La saga The Witcher merita questo livello di attenzione preliminare: è un corpus sufficientemente ampio e stratificato da richiedere una pianificazione consapevole, non una lettura improvvisata che rischi di svalutare testi concepiti per funzionare in un ordine preciso.

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Annalisa Biasi

Autrice di articoli per blog, laureata in Psicologia con la passione per la scrittura e le guide How to