Donne che hanno fatto la storia: da Frida Kahlo ad Alda Merini

Donne importanti nella storia dell'arte

Frida Kahlo

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Copyright foto: Google Image Creative Commons

L’arte ha sempre necessitato di coraggio e passione per non diventare asettica e mediocre. Potremmo menzionare diverse donne, artisti coraggiose, ma se parliamo di queste qualità unite alla sfrontatezza tutto si concentra in un’unica figura: quella di Frida Kahlo. Una pittrice audace, dallo spirito libero e passionale. Una vita breve, ma ricchissima, una grande abilità nel trasformare il dolore in arte, una capacità di saper contare le emozioni. Nonostante le sofferenze fisiche e morali Frida non ha mai sopravvissuto, ma ha vissuto.

Nata a Coyoacán nel 1907  e considerata una delle più importanti pittrici messicane, viene spesso annoverata tra gli artisti legati al surrealismo, legame in realtà mai confermato. Determinata, tenace e appassionata, con un grande talento artistico riconosciuto sin da bambina, deve confrontarsi con una salute alquanto cagionevole. Un’errata diagnosi medica, che scambia la spina bifida che realmente la affligge con poliomielite, non le permette di essere curata adeguatamente. Nel 1925 mentre torna a casa da scuola, viene coinvolta in un gravissimo incidente: frattura multipla della spina dorsale, di molte vertebre e del bacino; incidente che la costringe all’immobilità per 8 mesi e le costerà ben 32 interventi in tutta la sua esistenza.

È giovanissima Frida, non ha nemmeno 18 anni e durante questi mesi di costrizione a letto i suoi genitori le regalano colori e pennelli per aiutarla a trascorrere le lunghe giornate. Questo gesto segna l’inizio di una grande e importante carriera. La prima opera di Frida è un autoritratto (a cui ne seguiranno molti altri) che dona ad un ragazzo di cui è innamorata. I genitori felici della sua passione, incoraggiano questa attività, facendo piazzare uno specchio sul soffitto in maniera tale che Frida possa ritrarsi: è questo il motivo per cui esistono tanti autoritratti della pittrice.

Dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio

Nel 1928 Frida si iscrive al partito comunista messicano, diventando una convinta attivista. Nello stesso anno conosce Diego Rivera un famoso pittore rivoluzionario. Diego e Frida si sposano un anno dopo: l’importante differenza di età, il fatto che il pittore fosse al suo terzo matrimonio e la sua fama di donnaiolo, non convincono Frida a desistere. Si rivela però un rapporto tormentato e doloroso, fatto di grandissimi momenti di passioni, alternati a quelli di grande disperazione. La stessa Frida ammette:

Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera.

Tra le opere più belle di Frida si possono annoverare:

Frida e Diego Rivera: un ritratto della coppia risalente al 1931, dono di nozze per Diego. Nell’opera emerge uno stile ancora “immaturo” della pittrice, influenzato sicuramente dalle tendenze naïf di Diego Rivera.

Le due Frida: in questo dipinto lo stile e le capacità artistiche di Frida si mostrano in tutta la loro interezza. L’opera prende vita in un momento piuttosto triste e complesso della vita della pittrice, causato dalla sua cagionevole salute e dai continui tradimenti di suo marito. In questo dipinto emerge tutto il suo pessimismo, rappresentato dalla presenza della peluria e dalle cupe nubi disegnate alle spalle.

Il cervo ferito: rappresenta un cervo colpito da 9 frecce, il cui volto però è stato sostituito da quello di Frida. È la trasposizione del dolore fisico, in quanto Frida si reca a New York quell’anno per subire l’ennesimo intervento,ma i dolori non cessano e con essi torna la depressione.

Donne che hanno fatto la storia: da Frida Kahlo ad Alda Merini ultima modifica: 2017-07-14T12:00:50+00:00 da Anna Lattanzi
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Da sempre appassionata di cucina e pasticceria, di libri e letteratura, collezionista di bambole che spesso riprendono le loro forme tra le mie mani. Non amo l'idea di vivere una vita sola ed è per questo che leggere mi rende felice, perché mi concede la possiblità di vivere più volte. Sono sempre più convinta che una buona lettura unita alla scrittura abbatta i confini dell'ignoranza. Amo viaggiare, scoprire posti nuovi, assaporando la libertà che solo la motocicletta sa dare. Sono in continua lotta con il tempo, perché non mi sembra mai abbastanza per imparare e assorbire tutto ciò che è "cultura". annalattanzi@cheekymag.it

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