Poesie d’amore: gli scritti più belli dei poeti e delle poetesse

Poesie d'amore James Joyce

James Joyce, nato a Dublino nel 1882, è stato uno scrittore, poeta e linguista. Dopo essersi laureato in lingue, tra le quali c’è l’italiano, Joyce finisce ad insegnare in una scuola di Trieste. In questi anni avrà modo di conoscere Italo Svevo, al quale dava lezioni di inglese, e che lo incoraggia nella scrittura. Joyce stava infatti completando la racconta di racconti Gente di Dublino e stava iniziando a pensare all’Ulisse, quest’opera rivoluzionerà completamente il romanzo ottocentesco e scandalizzerà Londra. Ma passiamo alla sua vita amorosa, altrettanto  interessante. James Joyce si sposa nel 1931 con Nora Barnacle, una giovane irlandese con un carattere forte e deciso. «Hai fatto di me un uomo». Il rapporto tra i due è movimentato e complicato proprio a causa delle loro personalità, ma a tenerli uniti è la passione e l’attrazione fisica. In molte delle lettere che Joyce le invia ci sono dei riferimenti sessuali molto espliciti e altrettante fantasie degne dei migliori romanzi erotici. Nella scrittura, però, Joyce diviene casto e ci regala delle splendide poesie d’amore.

Va, cerca di lei cortesemente

Va, cerca di lei cortesemente

E dille che sto per venire,

Vento di aromi che sempre canti

L’epitalamio.

Oh, va in fretta sulle buie terre

E valica il mare

Ché mari e terre non ci separino

Il mio amore e me.

 

In silenzio lei pettina

In silenzio lei pettina,

pettina i lunghi capelli,

in silenzio e graziosa,

con modi attraenti.

Il sole è nelle foglie di salice

e sull’erba chiazzata,

sempre lei pettina i lunghi capelli

davanti allo specchio.

Ti prego, smetti di pettinare,

pettinare i lunghi capelli,

ché di magia ho udito parlare

sotto modi attraenti,

per cui è indifferente all’amante

vivere e morire,

bellissima, con modi attraenti

e molte negligenze.

 

L’amor mio è vestita di luce

 

L’amor mio è vestita di luce

In mezzo ai meli

Dove i lieti venti più bramano

Di correre insieme.

 

Là dove i venti lieti restano un poco

A corteggiare le giovani foglie,

L’amor mio va lentamente, china

Alla propria ombra sull’erba;

 

Là, dove il cielo è una coppa azzurrina

Rovescia sulla terra ridente,

Va l’amor mio luminoso, sostenendo

Con garbo la veste.

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