2 giugno Festa della Repubblica. Il prossimo 2 Giugno ricorre il settantesimo anniversario di quel giorno del 1946 che rese il nostro paese una Repubblica. Da allora tante contraddizioni lo hanno segnato, picchi di splendore e depressioni imbarazzanti. Questa settimana vi proponiamo cinque diverse letture che a modo loro raccontano diversi tempi e aspetti di questo nostro meraviglioso e preoccupante paese.

2 giugno festa della repubblica

Romanzo d’amore

Maurizio Maggiani – Il romanzo della nazione

Un lungo racconto sul paese che avremmo potuto essere e non siamo. L’occhio dei suoi genitori come lente sulla storia, nel loro amore che si mescola agli eventi, e nel suo nei loro confronti. Un romanzo in cui Maggiani apre più che mai il proprio cuore per raccontare tutte le piccole vicende che vanno a comporre la Storia, per aiutarci a misurare quanto siamo stati “o meno”, fondatori di nazioni.

Come facessero non lo so, ma era tutta gente che sognava mentre lavorava, e quello che avrebbero fatto con il loro lavoro era la loro utopia.

 

Romanzo Contemporaneo

Francesco Piccolo – Il desiderio di essere come tutti

Vincitore del premio Strega 2014, in cui ognuno potrà rispecchiarsi, per accordo o disaccordo, poiché racconta attraverso un viaggio che ripercorre alcune delle tappe cruciali del nostro paese, il modo di essere e lo stile che distingue il nostro popolo. Passando dal rapimento di Aldo Moro, alla Tangentopoli di Craxi fino ai venti anni di Berlusconismo, che accompagnano conseguenti ricordi personali vissuti, Piccolo compone il ritratto della strada che percorriamo per diventare noi stessi inestricabilmente legata al filo del luogo in cui viviamo.

Un’epoca – quella in cui si vive – non si respinge, si può soltanto accoglierla

 

Romanzo di Formazione

Ascanio Celestini – Storie di uno scemo di guerra

La crescita di un ragazzo con negli occhi il giorno della liberazione di Roma nel 1945, raccontatagli dal padre bambino a sua volta all’epoca dei fatti. Le mille storie mescolate con realtà e fantasia di una città in cui questo ragazzo matura, fascinandolo e affascinandoci a sua volta grazie all’incantesimo della grande narrazione che Celestini riesce a produrre. Ironico e irriverente, colpisce per dolcezza e incisività.

A casa mia i morti li sotterrano scalzi. A casa mia dicono che le scarpe sono troppo pesanti per i morti, dicono che li inchioderebbero a questo mondo in mezzo ai vivi. Crocefissi alla vita pure da morti.

 

Il Saggio

Giuseppe Culicchia – Mi sono perso in un luogo comune

Dizionario della nostra stupidità è il sottotitolo di questo ultimo intrigante lavoro dello scrittore torinese. In un alfabeto di luoghi comuni racconta con simpatia e leggerezza i pregiudizi e le frasi fatte che accompagnano le nostre conversazioni, sottintendendo e segnalando uno dei difetti più grandi del nostro paese, il giudicare e parlare per sentito dire, fermandoci alle apparenze e riempiendoci la bocca di parole che poco sanno su quel che raccontano.

ITALIANI. Brava gente. La rovina dell’Italia. Maestri nell’arte di arrangiarsi. Pizza e mandolino. Un popolo di sarti, cuochi e calciatori. Elogiarne la creatività sorvolando sul resto. Citare Mussolini:”Governare gli italiani non è difficile, è inutile. 

 

L’outsider

Michele Serra – Ognuno potrebbe

Celebre per la sua rubrica di Repubblica L’amaca l’ultimo libro di Michele Serra è il resoconto dell’insofferenza di un “rompiballe stabile” nei confronti di ciò che vede intorno a sé, per un paese a cui non riesce ad adeguarsi e a condividere nelle scelte. In un luogo indefinito ma che odora di microcosmo specchio della sua concezione dell’Italia, percorre il suo viaggio circolare come le rotatorie di cui non capisce l’effettiva utilità se non l’aiutare a perdersi, fra recriminazioni e frecciatine al narcisismo di un Paese che si guarda compiaciuto in uno specchio deformante, dimenticando di guardare oltre se stessi e vedere l’effettivo stato delle cose.

Niente come una vita insoddisfacente è in grado di generare credenze ridicole e devozioni disperate: se c’è un buon termometro della tristezza collettiva è la credulità collettiva.

 

2 giugno Festa della Repubblica