Superbowl: molto più che una partita

Il Superbowl non è solo la finale del campionato dalla National Football League, ma soprattutto un evento in cui può succedere di tutto, anche che Lady Gaga mozzi il fiato cantando l’inno e Beyoncè trasformi un passo falso in una coreografia da vera Queen.

Superbowl

Il Superbowl per gli americani è come la finale dei mondiali per noi italiani. Due differenze sostanziali, però: il fatto che sia un evento annuale e che durante l’intervallo si tenga il famoso Half Time Show, giusto un “piccolo siparietto musicale” da qualche milione di dollari. In quel quarto d’ora scarso può succedere di tutto: in mezzo al campo vengono montate in pochi minuti strutture incredibili, luci, suoni, esplosioni, effetti speciali, qualunque cosa per la performance degli artisti di turno, che a loro volta danno il massimo, avendo un pubblico “discretamente numeroso” solo circa 150 milioni di persone!

Proprio per il fatto di essere uno degli eventi più seguiti negli Stati Uniti e nel mondo, non c’è assolutamente spazio per errori, infatti dal 2005 viene trasmesso in leggera differita, dato che nell’anno precedente Justin Timberlake scoprì “per sbaglio” una tetta a Janet Jackson durante l’esibizione! Ogni anno l’aspettativa è sempre più alta, dalle perfomance storiche come quella di Michael Jackson nel 1993 che rimase immobile e in silenzio per 90 secondi prima di cominciare, ai Rolling Stones, Paul McCartney, Springteen, gli Aerosmith che si portarono sul palco un carrozzone composto da *Nsync (ve li ricordate??)+Britney Spears+Mary J Blige+Nelly, in una versione davvero trash di Walk This Way. Fino agli ultimi anni che hanno visto una splendida esibizione di Beyoncè, una vera botta di energia con Bruno Mars e i Red Hot Chili Peppers (che, però, suonarono in playback) e uno spettacolo visivo quasi senza precedenti con Katy Perry (e il “ritorno” di Missy Elliott).

 

Quest’anno la combo di artisti era formata da Coldplay, Bruno Mars e Beyoncè. L’impressione che abbiamo avuto, però, è stata di uno spettacolo un po’ più debole rispetto agli ultimi anni e forse questo è dovuto anche al fatto che gran parte dello show era già stato “rubato” da quella che, secondo noi, è stata la vera protagonista musicale di questo SuperBowl, con un’interpretazione a dir poco fenomenale dell’inno nazionale. La ragazza in questione è Lady Gaga, in versione Anna Oxa sanremese. Per chi fosse ancora convinto che si tratti solo di una “stellina del pop” consigliamo, oltre alla visione di questo video, di andare anche a vedere altre cose, come ad esempio la sua esibizione di King of Pain al concerto per i 60 anni di Sting.

 

E per chi trovasse tutto questo soltanto “un’americanata”, ricordiamo che nel febbraio 2013, a New Orleans, Beyoncè infuocava tutto lo stadio durante l’Half Time Show insieme a corpo di ballo, coristi e musicisti incredibili e, sempre nel febbraio 2013, a Sanremo, durante il più famoso festival italiano, a noi toccava di nuovo Toto Cotugno che ci proponeva L’italiano accompagnato dal Coro dell’Armata Rossa. Dai, palla al centro.

 

Superbowl

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