Vi siete mai chiesti perché ci piace tanto la musica? Il motivo è semplice, ma non banale. 

perche ci piace la musica

Chi è Bobby McFerrin? Tutti, anche senza saperlo, lo conoscono per “Don’t worry be happy” anche se in realtà ha fatto davvero molto, molto di più. Perché parliamo di lui? Lo capirete alla fine. 

Parliamo della musica. Non della parte tecnica, ma di quella innata, spontanea, magica: quella che non conosciamo. In pratica, di quella parte della musica che tutti comprendono e che nessuno sa spiegare, che è ancora un mistero anche per la scienza che continua a cercarle un significato, una strada logica da percorrere. Sono state fatte innumerevoli teorie e sono tutte valide e inutili allo stesso tempo.

Perché ci piace la musica, perché ci da delle sensazioni? Come mai un accordo minore ci fa sentire tristi, cupi, ci può addirittura impaurire e lo stesso accordo, suonato in maggiore, ci regala allegria, gioia? (Leonard Cohen in “Hallelujah” cerca di spiegare un po’ questo concetto “…it goes like this, the fourth, the fifth, the minor fall, and the major lift”). La colonna sonora del film “Lo squalo”, quel famosissimo “tum dum, tum dum, tum dum…” è un esempio perfetto di musica “inquietante”, che riesce ad incutere terrore e suspense con due sole note.

Oppure, come fanno i bambini, che ragionano senza schemi prefissati e senza limiti, ad inventare delle filastrocche che hanno note con un senso musicale e che “stanno bene” insieme? Basta vivere con una nipotina di 5 anni per restarne affascinati.

Il motivo? La musica ci piace perché è dentro di noi, fa parte di noi, indipendentemente dai gusti personali, dalla cultura, dalla nazionalità. Ognuno di noi è capace, inconsciamente, di seguire una melodia. Tutta la nostra giornata è fatta di note, ogni rumore che sentiamo è, in realtà, un do, re, mi, fa, sol ben definito: dal cucchiaino che picchia contro la tazzina di caffè, al cane che abbaia, alla porta che cigola. Il problema è che non sappiamo riconoscere le note (in realtà qualcuno ci riesce, si chiama orecchio assoluto, invidia di ogni musicista), come invece facciamo con gli occhi quando distinguiamo, ad esempio, il blu dal rosso o quanto un colore sia chiaro o scuro.

La verità è che il più delle volte si sottovaluta, ma la musica ha un’importanza assoluta, perché crea un legame indissolubile con i nostri ricordi. Possono anche passare 20 anni, possiamo cambiare gusti culinari, abitudini, lingua, religione, ma quando sentiamo una canzone che avevamo legato ad un ricordo, ad un momento preciso, veniamo catapultati a quell’istante immediatamente. Una “semplice” canzone può ricordarci il sorriso di qualcuno per tutta la vita. Basterebbe solo questo per capire che la musica fa parte di noi.

Ed ora, il signor Bobby McFerrin ce lo dimostra:

Perché ci piace la musica