Gli scatti più intimi della gioventù ribelle degli anni ’70

Le foto più intime della gioventù ribelle degli anni ’70 catturate da un insegnate. Joseph Szabo racconta un periodo storico attraverso gli scatti di adolescenti, in cui coglie le loro emozioni e i loro disagi più’ profondi.

Il tipico giacchetto di jeans acid wash ©Joseph Szabo

Il nome non vi dirà niente, ma Joseph Szabo è un insegnante, fotografo e autore, che ha pensato di catturare con la sua macchina fotografica cosa significava essere degli adolescenti nell’America degli anni’70. Ha iniziato i suoi studi presso l’istituto Pratt dove ha conseguito la laurea in MFA nel 1968. Ha insegnato fotografia alla Malverne High School di long Island dal 1972 al 1999 ed è lì che ha avuto un’idea che lo portò, in quegli anni difficili, a sollecitare l’interesse di adolescenti, i cui malesseri esistenziali erano spesso evidenti e importanti.

Come? Portando in classe una macchina fotografica e fotografando i suoi allievi. Cosa che ha continuato a fare per ben venticinque anni, catturando in questo modo, attimi di vita dei ragazzi, semplici, ma intimi, che fanno emergere la complessità del periodo, prendendo sul serio le passioni, la confusione, il temperamento ribelle della gioventù dell’epoca. I ragazzi vengono fotografati negli atti più’ semplici, seduti su un gradino, mentre fumano una sigaretta, mentre esultano per l’ultimo giorno di scuola.

Joseph ha la capacità di trasformare la sua macchina fotografica in magia, come se sapesse leggere negli occhi di quei ragazzi il loro animo, i loro pensieri riflessi in un semplice gesto quotidiano. Emerge tra tutti la foto di Priscilla la bambina che fumava a Jones Beach, utilizzata poi dai Dinosaur Jr. come cover dell’album Green Mind.

Copyright foto: Joseph Szabo

Gli anni ‘60 e ’70 sono quelli  della contestazione, in cui viene messo in discussione tutto quello che è regola, autorità, comando, in nome di un egualitarismo e della democrazia. Si assiste alla nascita di movimenti femministi  che tendono ad abbattere e contestare discriminazioni e disuguaglianze tra uomo e donna. Inevitabilmente, rimangono particolarmente coinvolti e segnati da questo periodo storico, i giovani, soprattutto quello che frequentano le università e le scuole medie superiori.

Il 1968, anno storico,  innesca un processo di ribellione totale, diventando così un “movimento” sociale e politico che ancora oggi divide l’opinione pubblica: molti sostengono sia stato un movimento di crescita, altri invece,  lo ritengono il trionfo dell’anarchia, che ha abbattuto regole e comportamenti che nel tempo hanno rovinato la nostra società.

Un ruolo importante  in questo processo di ribellione e contestazione in America, lo ha avuto il cinema. Il merito di questo successo è da attribuire alla capacità e al coraggio di alcuni autori di realizzare film in controtendenza con quella che era la cultura ufficiale, dettata dal potere della produzione hollywoodiana. Registi alla ricerca continua di uno stile personale, nella rappresentazione cruda e reale del periodo, cercando il più possibile attraverso gli strumenti del loro lavoro, di catturare le emozioni e la realtà che si stava veramente vivendo.

©Joseph Szabo

Un cinema che da spazio alla verità, facendo emergere la vita dei bassifondi e dando rilievo alla brutale realtà, fatta spesso di droghe, sesso e violenza. Non è chiaro se sia stato il cinema ad influenzare le tendenze giovanili dell’epoca o viceversa, se i film degli anni ”70 riflettessero e denunciassero semplicemente una realtà esistente.

Lo spaccato di quella realtà sono proprio i ragazzi di Joseph Szabo, che attraverso le foto di cui sono protagonisti, fanno emergere la complessità del periodo. Esprimono spesso una inconsapevole maturità e un consapevole disagio, una voglia di non sottostare alle regole e chiedere una libertà che forse nel tempo verrà concessa, ma a volte con strumenti sbagliati. Szabo con le sue foto, ha colto i turbamenti, i sogni, i pensieri, la confusione, le angosce di circa tre generazioni.

Oggi i suoi lavori costituiscono una finestra aperta su un periodo che ha cambiato la mentalità e la storia di diverse generazioni e permette a chi non ha potuto vivere quei momenti di poterli rivedere nella loro interezza, attraverso le emozioni che esprimono.  Il suo libro Almoust Grown del 1978 il cui tema principale erano i suoi studenti, ha ricevuto il riconoscimento come uno dei migliori libri dell’anno. L’intento di Joseph Szabo era quello di connettersi con gli altri attraverso le foto: un intento riuscito benissimo, che ha permesso a intere generazioni di connettersi con un periodo storico “unico”.

Scarpe iconiche ©Joseph Szabo
©Joseph Szabo
Probabilmente un insegnante nel bagno prima di affrontare un’altra ora di lezione. ©Joseph Szabo
Lo stile dell’eyeliner e delle sopracciglia. ©Joseph Szabo
©Joseph Szabo
Gli scatti più intimi della gioventù ribelle degli anni ’70 ultima modifica: 2017-05-23T12:49:46+00:00 da Anna Lattanzi
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Da sempre appassionata di cucina e pasticceria, di libri e letteratura, collezionista di bambole che spesso riprendono le loro forme tra le mie mani. Non amo l'idea di vivere una vita sola ed è per questo che leggere mi rende felice, perché mi concede la possiblità di vivere più volte. Sono sempre più convinta che una buona lettura unita alla scrittura abbatta i confini dell'ignoranza. Amo viaggiare, scoprire posti nuovi, assaporando la libertà che solo la motocicletta sa dare. Sono in continua lotta con il tempo, perché non mi sembra mai abbastanza per imparare e assorbire tutto ciò che è "cultura". annalattanzi@cheekymag.it

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