Elton John boicotta dolce e gabbanaElton John boicotta Dolce e Gabbana

 “Non l’abbiamo inventata mica noi la famiglia. L’ha resa icona la Sacra famiglia, ma non c’è religione, non c’è stato sociale che tenga: tu nasci e hai un padre e una madre. O almeno dovrebbe essere così, per questo non mi convincono quelli che io chiamo figli della chimica, i bambini sintetici. Uteri in affitto, semi scelti da un catalogo. E poi vai a spiegare a questi bambini chi è la madre. Procreare deve essere un atto d’amore, oggi neanche gli psichiatri sono pronti ad affrontare gli effetti di queste sperimentazioni […]La vita ha un suo percorso naturale, ci sono cose che non vanno modificate. E una di queste è la famiglia”. Intervista kamikaze quella di Dolce e Gabbana che mi sento di difendere come fossi l’avvocato del Diavolo.

Vi espongo i fatti. I due stilisti italiani in un’intervista a Panorama pronunciano, forse senza pensare alle conseguenze mediatiche, le parole sopracitate. Elton John si sente pizzicato e, non solo, li critica aspramente difendendo i suoi figli “sintetici” ma si fa portavoce dell’hashtag #boycottDolceGabbana. Lo seguono a ruota Ricky Martin, Courtney Love e compagnia bella. Ora, condivisibile o no, che ferisca la sensibilità di alcuni o meno, a me quel # proprio non va giù. Cos’è questo bullismo di lusso? Io che odio le drama queen avrei addirittura accettato polemiche e tragedie greche protratte ad oltranza fino al prossimo dramma, avrei preferito orde di famiglie gay occupare le strade allattando bambini con tette finte a mò di simbolo, ma il boicottaggio vip che lapida il libero pensiero mi fa venire il prurito da orticaria. Che sia Elton John poi a portare la bandiera del capo bullo è di una tristezza disarmante.

Da qui la mia arringa finale. In natura i figli possono essere procreati solo da due persone di sesso opposto e questo, che piaccia o no, è il più antico dato di fatto dell’umanità. D’altro canto, che l’amore abbia mille forme e non guardi in faccia a sesso, razze e colori è, invece, il potere sovrannaturale più forte esistente. In definitiva l’amore con la sua assoluta imparzialità rende il mondo più bello. Ora, perché una coppia di gay che già, a prescindere, mostra con fierezza quanto potente è l’amore, può caricarsi dell’onere di fare outing vip (e sticaxxi degli etero, che si scandalizzino pure)  ma non può avvalersi della libertà di ribadire quel dato di fatto vecchio come il mondo senza che questo offenda altri omosessuali tanto da spingerli a boicottarli?

In pratica basta un hashtag virale come #JeSuisCharlie per rendere supereroi del libero pensiero (perche “fa figo”) anche quelli che neppure sanno chi sia “sto Charlie” e poi diventiamo i bulletti di una guerra fratricida, boicottando i gay che parlano fuori dal coro? Scannatevi a suon di “vaffa” cari ragazzi, ma gli hashtag che inneggiano all’odio lasciamoli ai sociopatici.

La parola alla giuria.

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